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Hirtel costruzioni elettroniche SpA Torino «COSTRUITI
PER IL PIACERE DEL SENTIRE» |
| - MUSEO VIRTUALE - | |
LA STORIA IN BREVE La Hirtel Costruzioni Elettroniche S.p.A è stata un'azienda torinese attiva nel settore dell'Alta Fedeltà e della stereofonia. Nel 1959, sotto la guida del titolare e progettista Ing. Lo Martire e con sede presso l'edificio di Corso Francia 30, hanno inizio le prime attività.
Le produzioni d'esordio sono costituite da una serie di amplificatori a valvole, disponibili anche in kit di montaggio ad un prezzo assai concorrenziale per l'epoca, che mettono subito in evidenza il marchio presso gli appassionati del buon ascolto. E' di quell'epoca anche la prima serie di diffusori acustici, la "Golden Sound Serie", che si caratterizza per interessanti soluzioni miste tra caricamento a sospensione pneumatica e a tromba.
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La produzione prosegue, a partire dal 1967 e per tutti gli anni '70, con una vasta gamma di amplificatori totalmente a stato solido. L'esperienza maturata con la nuova tecnologia confluisce successivamente nella celebre linea "Point Three", che soprattutto nella versione "De Luxe" ottiene un appagante successo commerciale. Sempre negli stessi anni la Hirtel diviene il distributore ufficiale di altri prestigiosi marchi dell'alta fedeltà (diffusori Jensen e Dahlquist; giradischi, bracci e testine fonorivelatrici Excel; ecc.). Diviene sostanzialmente possibile comporre un'intera catena di alta fedeltà impiegando unicamente apparecchi prodotti o distribuiti dalla Hirtel. E' il momento del massimo successo per l'azienda.
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Nei primissimi anni '80 viene ripresa la costruzione di amplificatori a valvole (serie "Magnificent Sound"), questa volta destinati al mercato high-end degli appassionati più esigenti. La sede viene trasferita in Corso Potenza 6, sempre a Torino. Nel corso della seconda metà degli anni '80, a causa della crisi che investe il settore dell'elettronica audio, l'azienda viene dapprima convertita al settore degli antifurti elettronici, ed infine definitivamente soppressa.
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Costruiti per il piacere del sentire |
di Marco Gilardetti |
| La Hirtel nei ricordi del "conservatore del museo" | |
La "Hirtel costruzioni elettroniche S.P.A." di Torino fu un'azienda che seppe ritagliarsi un suo spazio nel ristretto novero delle ditte italiane impegnate nel settore dell'Alta Fedeltà audio. Questo nome è purtroppo oggi ricordato solo da chi ebbe la fortuna (o la lungimiranza) di possedere uno degli apparecchi da essa prodotti, in quanto la Hirtel cessò le proprie attività molti anni prima della comparsa di internet, senza clamore e senza eredità. L'azienda aveva sede presso il capoluogo piemontese al numero 30 di Corso Francia, a due passi dal centro storico. In quei tempi felici era ancora possibile sognare un impiego nel settore dell'elettronica e della stereofonia, vicino a casa, con un contratto dignitoso e senza l'incubo di una forzata emigrazione verso chissà quali paesi transoceanici. Non nascondo, mentre scrivo, l'invidia che provo nei confronti dei tecnici che poterono lavorare e mettere a frutto il proprio entusiasmo, la propria passione e la propria preparazione scientifica presso la Hirtel. Come cittadino torinese e come sincero stimatore di questa ditta purtroppo scomparsa, mi sembra per tanto quasi doveroso dedicare una pagina ai prodotti dello storico marchio subalpino, prima che esso cada in un immeritato oblio.
La società era già in attività negli anni '60, epoca in cui i tubi elettronici erano ancora ampiamente utilizzati come dispositivi di potenza. Il mio primo contatto con le elettroniche dell'azienda avvenne però alla fine degli anni '70 del novecento, quando mio padre acquistò - rigorosamente di seconda mano - un piccolo impianto ad alta fedeltà, modesto ma ben assortito. L'amplificatore di potenza alla base della catena era un Hirtel 4040A della serie "Point Three". All'epoca ero un ragazzino, e certamente gran parte della mia attuale simpatia verso la ditta torinese discende dall'entusiasmo giovanile con cui accolsi l'ingresso in casa di questo impianto, ai miei occhi sofisticatissimo, soprattutto se rapportato a qualunque oggetto la mia famiglia avesse precedentemente impiegato per ascoltare musica.
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Tre
immagini del palazzo di Corso Francia 30 come si presentava nel Maggio
del 2008. In alcuni locali presenti al suo interno si
trovava la prima sede storica della Hirtel, quella in cui furono
prodotti gli apparecchi dagli esordi fino all'inizio degli anni '80. |
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Questa
iniziale simpatia - epidermica, se si vuole - si è tuttavia evoluta, dopo decenni di ascolto ininterrotto,
in autentica stima ed ammirazione per i prodotti posti sul mercato
dall'azienda. Le soluzioni progettuali, costruttive ed estetiche della Hirtel
rimangono anche oggi quanto più si avvicini alle mie esigenze ed ai miei gusti personali.
Si tratta, parlando in generale, di solidi apparecchi di costruzione
semi-artigianale, dall'estetica spartana, direi quasi senza tempo,
assemblati lasciando spazio in abbondanza per
eventuali riparazioni o interventi di manutenzione. Non lasciano
invece molto spazio "all'immaginazione" i circuiti
impiegati: essi adottano anzi
schemi collaudati, di provata efficacia, con struttura modulare,
facili da interpretare e (volendo) modificare o aggiornare.
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Pur con qualche incertezza grammaticale, le orgogliose frasi che decantavano la cura impiegata nella progettazione, nella produzione e nel controllo degli apparecchi finiti (nonché le loro prestazioni sonore) erano un tratto distintivo dell'azienda. |
Gli amplificatori a stato solido, così come quelli a tubi elettronici, sono muniti di una moltitudine di controlli che consente di adattare il suono all'ambiente d'ascolto, alla sorgente in uso o anche semplicemente ai gusti ed alle orecchie di ciascuno. Personalmente rimpiango molto questo tipo di filosofia costruttiva, sacrificata sull'altare di una presunta "purezza sonora" tutta da dimostrare all'atto pratico, con buona pace di chi si trova a dover collocare il proprio impianto in locali per nulla ideali senza disporre neppure di un misero controllo di tono. E' mia ferma opinione che il suono degli amplificatori Hirtel, controlli di tono o meno, controreazione o no, sia sempre attuale.
Non posso che elogiare, inoltre, l'affidabilità e la longevità di questi dispositivi. Il mio primo Hirtel 4040A è ormai in funzione da tre decenni e non oso nemmeno calcolare quante ore di esercizio abbia accumulato sulle sue spalle. Nonostante ciò, ha necessitato finora di due sole riparazioni - una per canale - dovute invero con ogni probabilità ad un uso improprio: squattrinato come sempre, "osai" impiegarlo per lungo tempo come amplificatore per strumenti musicali in esibizioni dal vivo. A guardar bene, anche ciò dice molto circa la robustezza di questi apparecchi, e a quali torture possano essere sottoposti (quasi) impunemente.
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Ricordo di aver letto, anni fa, alcuni articoli con prove di laboratorio e d'ascolto relative ad amplificatori Hirtel, pubblicati sulla gloriosa (e mai abbastanza rimpianta) rivista Stereoplay. Si trattava di apparecchi della serie Andromeda. Il commento dei recensori era entusiasta, soprattutto perché gli apparecchi in prova mostravano di superare generosamente i dati di targa forniti dal produttore praticamente su tutti i parametri considerati. In particolare, la potenza R.M.S. era superiore di un buon 20% rispetto al valore nominale. Un caso di understatement comunicativo oggi rarissimo, se non del tutto estinto, che fa davvero onore all'azienda torinese. Mi spiace molto non possedere una copia di quelle riviste, gentilmente prestatemi dall'amico Renzo Lazzarini alla fine degli anni '80 ed oggi, purtroppo, con ogni probabilità andate perdute. Mi auguro tuttavia di poter presto o tardi rileggere quelle recensioni in copia, come già è successo per molti altri articoli generosamente inviatimi dai visitatori di questo "Museo".
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Tre
immagini dell'edificio di Corso Potenza 6 (Maggio 2008). Nel
seminterrato visibile alla base della costruzione la Hirtel si trasferi'
nel corso degli anni '80 per rimanervi fino alla cessazione delle
attività. Anche il piccolo cortile con passo carraio,
ritratto nell'immagine di destra, era di pertinenza dell'azienda. |
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L'ultimo contatto diretto che ebbi con la Hirtel risale al 1988 circa e fu in occasione di una delle riparazioni già menzionate. La sede si era nel frattempo spostata più avanti di una decina di numeri civici, mi sembra sempre lungo Corso Francia (ma forse ricordo male e si trattava della nuova sede di Corso Potenza), e feci una certa fatica ad individuarla. Il tecnico a cui consegnai l'amplificatore mi riferì che l'azienda era nel frattempo passata al settore degli apparecchi antifurto e di sicurezza. La riparazione, comunque, fu eseguita con vera maestria (venne anche ricostruita una copia perfetta del connettore pre-finale, che avevo dimenticato di consegnare assieme all'apparecchio).
In seguito presi l'abitudine di verificare periodicamente l'indirizzo della ditta sulla guida telefonica di Torino; la sua presenza, garanzia di un'assistenza tecnica adeguata, in un certo senso mi rassicurava. Un anno - non ricordo esattamente quale - il nome Hirtel scomparve dagli elenchi per non tornare più. Quasi un segno del destino, scomparve assieme ad esso gran parte dell'entusiasmo del pubblico per l'alta fedeltà e la buona musica.
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ELETTRONICHE |
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DOCUMENTI |
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EMEROTECA |
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Il
miracolo italiano (dettagli sconosciuti), con commento dell'Ing. Lo
Martire |
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Diffusori
Dahlquist. Nuove tecniche e nuovi orizzonti nella riproduzione dei suoni
(Lo Martire F.) |
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Hirtel
distribuisce Dahlquist (Suono, Ottobre 1975) |
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Partecipazione
del team Hirtel-Jensen alla Targa Florio (Suono, Giugno 1973) |
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Pubblicità
delle pubblicazioni Hirtel (Nuova Elettronica N°15, 1971) |
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ABBIAMO BISOGNO DELLA VOSTRA COLLABORAZIONE! |
Queste pagine sono in costante aggiornamento ed espansione. Se possedete apparecchi Hirtel e volete che siano esposti in questo museo, se avete immagini, dati o nozioni storiche riguardanti la ditta Hirtel e la sua gamma di prodotti, o se volete raccontare la vostra esperienza personale con le elettroniche dell'azienda, siete vivamente incoraggiati a scriverci.
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© Marco Gilardetti per highinfidelity.net; tutti i diritti sono riservati. Ultimo aggiornamento: Set 2008. |
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