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La Hirtel esordì nel 1959 proponendosi come un'azienda in grado di sonorizzare sale per proiezioni cinematografiche (in quei tempi, precedenti la tragedia del Cinema Statuto, molto più numerose di oggi nel torinese) ed altri grandi locali pubblici. Le sue prime produzioni sono pertanto tutte da considerarsi, almeno sulla carta o nelle intenzioni, come fuori serie. Tuttavia anche in seguito, in piena attività industriale, l'azienda non disdegnerà d'evadere richieste "personalizzate" da parte della sua clientela, facendo anzi gran vanto di questa produzione di nicchia considerata il proprio fiore all'occhiello. Le richieste in parola saranno talvolta soddisfatte producendo anche pezzi in esemplare unico, di costruzione totalmente artigianale. Le tracce di entrambi questi tipi di prodotto (la grande installazione come il pezzo singolo per il singolo cliente) sono ovviamente assai labili ed è probabile che i dati tecnici siano destinati a rimanere incerti per sempre, soprattutto perché molti impianti originali sono stati smantellati da tempo. Ciò nonostante, in questa sezione si tenterà di preservarne almeno la memoria accorpandoli in modo organico.
Verso la metà degli anni '60 la Hirtel si occupò dell'impianto di sonorizzazione di un vasto locale torinese con sala da ballo, il "Whisky a Go-Go", che sorgeva ad imitazione dell'analogo locale californiano. Non è del tutto noto quali apparecchiature furono impiegate nell'impianto; ipoteticamente potrebbero essere state assemblate più unità della serie "M" comandate tramite una consolle CMP/1000. Quest'ultima appare nel catalogo del 1966 con prezzo "a richiesta", segno che si trattava di una produzione semi-artigianale eseguita su commissione. Il Centralino per Whisky a Go-Go fu comunque un punto d'arrivo per la Hirtel degli esordi, e l'ingegner Lo Martire non dimenticava mai di citarlo con orgoglio nelle interviste e negli articoli retrospettivi sull'azienda.
Nella prima metà degli anni '60 l'ingegner Lo Martire ricevette una commessa per un impianto domestico ad Alta Fedeltà da parte del celebre medico torinese Achille Mario Dogliotti, pioniere della cardiochirurgia. Non è noto quali apparecchiature componessero l'impianto; è comunque presumibile che si trattasse di modelli della produzione di punta Hirtel risalenti alla medesima epoca, ed è ipotizzabile che i diffusori fossero stati costruiti su misura per adattarsi al meglio all'arredamento e all'ambiente. Fulvio Lo Martire era particolarmente fiero dell'ordinativo ricevuto dallo stimatissimo medico che egli usava menzionare anonimamente, con gran rispetto della privacy, come "un noto cardiochirurgo torinese"; considerava l'impianto allestito per il Prof. Dogliotti il fiore all'occhiello della sua azienda e rammentava spesso ai propri clienti, con giusto orgoglio, quella memorabile commessa.
Dettagli prossimamente in linea.
Queste pagine sono in costante aggiornamento ed espansione. Se possedete apparecchi Hirtel e volete che siano esposti in questo museo, se avete immagini, dati o nozioni storiche riguardanti la ditta Hirtel e la sua gamma di prodotti, o se volete raccontare la vostra esperienza personale con le elettroniche dell'azienda, siete vivamente incoraggiati a scriverci.
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